giovedì 28 marzo 2013

Ascoltare una voce che racconta


Ore 13.30. In un bar di Borgoforte dove abbiamo mangiato (...)

Rari i clienti, e il padrone si messo a raccontarci la storia di una contessa che s'era sposata con un generale dei corazzieri, “al tempo della prima guerra”, e venendo da Milano i due hanno avuto un “cattivo incidente d’auto” dove lui è morto, e dopo lei non ha mai voluto risposarsi. E da allora non ha mai voluto vendere i “prodotti da frutto” della campagna di suo marito; e i commercianti vanno a chiedere di comprare le sue pere e mele e noci, ma lei li cacia via “anche a male parole”. Però se ci sono dei bambini che vanno a rubargliele sugli alberi “lei stia pur sicuro che se la contessa li vede, si nasconde a guardarli e non dice niente, anzi è contenta".

Ascoltare una voce che racconta fa bene, ti toglie dall’astrattezza di quando sei a casa credendo di aver capito qualcosa “in generale” ed è come seguire gli argini di un fiume dove scorre qualcosa che non può essere capito astrattamente.


Gianni Celati, Verso la Foce, Feltrinelli 2011 pag. 57