Visualizzazione post con etichetta Filosofia Roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Filosofia Roma. Mostra tutti i post

lunedì 10 novembre 2014

Allo Spazio dell'Anima Torna il Convivio



Mettere in comune speranze e condividere immagini di mondi possibili è una fonte inesauribile di energie e di stimoli creativi.

Il Convivio è uno spazio libero in cui i soci della Scuola popolare di filosofia e cittadinanza si ritrovano una sera al mese e affrontano una questione che sta a cuore a uno di loro in stile filosofico. Un'occasione per praticare il dialogo e l'epoché facendo fluire nel gruppo il pensiero per il puro piacere di farlo. 


Clicca per saperne di più.


Il Convivio di Novembre si terrà oggi lunedì 10 novembre 2014 dalle 20.30 alle 23.00. 



Leggi tutto il programma di Spazi dell'Anima


lunedì 30 giugno 2014

Filosofia d'estate allo Spazio dell'Anima

Nel mese di luglio 2014 per tre lunedì - il 7, il 14 e il 21 alle 19,30 allo Spazio dell'anima  - in via Carlo Denina 72 - la Società Italiana per la Filosofia in Pratica e la Scuola popolare di filosofia e cittadinanza ospitano tre autori che appassionatamente praticano la filosofia. 
Arcangela Miceli con Ludosofia,  Moreno Montanari con Vivere la filosofia e Nicoletta Poli con Vite contro vento.

se sei interessato contattaci info@spazidellanima.it



giovedì 24 aprile 2014

"Il CONVIVIO" - LUNEDI' 28 ALLO SPAZIO DELL'ANIMA



Il Convivio: uno spazio libero in cui i soci e gli amici della Scuola popolare di filosofia e cittadinanza si possono ritrovare per passare insieme una serata nella quale possono porre una loro questione, legata all'esperienza vissuta o a una domanda che li impegna, sapendo che tutti i presenti saranno felici di farsi coinvolgere e di di filoso-fare sulla questione posta. Un'occasione per praticare il dialogo e l'epoché facendo fluire nel gruppo il pensiero per il puro piacere di farlo.

Vi invitiamo quindi al Convivio di Spazi dell'anima,  il 28 marzo 2014 dalle 20.30 alle 22.30 allo Spazio dell'anima in via Carlo Denina 72.


L'incontro è gratuito e aperto a tutti. E' gradito un contributo in cibo o bevande (piccolo!) da condividere con gli altri.

venerdì 15 marzo 2013

Clessidra filosofica di marzo. Il tema del mese è "Sfruttamento".


Per saperne di più? Clicca qui

Ti aspettiamo allo Spazio dell'anima lunedì  18 marzo dalle 20,30 per iniziare puntualmente alle 21,00.

Prenota via mail (info@spazidellanima.it) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento.

mercoledì 16 gennaio 2013

Clessidra Filosofica di gennaio - il tema del mese è Be-Bop


Proseguono allo Spazio dell'anima gli incontri "rizomatici" senza pubblico


La Clessidra filosofica di gennaio si terrà lunedì 21 dalle 20, 30 

 Il tema del mese è "Be-Bop".



Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it)  Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. 

La durata massima di ogni intervento è di 5 minuti.


Per partecipare prenota via mail (info@spazidellanima.it ) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento. - 


giovedì 15 novembre 2012

Clessidra filosofica di novembre.

Lunedì 19 novembre dalle 20,30 - Il tema del mese è "Marciando"

Continuano gli incontri "rizomatici" senza pubblico allo Spazio dell'Anima.

Per partecipare prenota via mail
(info@spazidellanima.it ) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento
.

Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare.

Per saperne di più:
http://www.bottegafilosofica.it/Home/Programma-A.A.-2012-13/Clessidra-filosofica/Clessidra-filosofica-di-novembre.-Il-tema-del-mese-e-Marciando-/#sthash.LrgJ2h3Y.dpuf

giovedì 11 ottobre 2012

La Clessidra filosofica di ottobre

La Clessidra filosofica di ottobre sarà lunedì 15 dalle 20,30 allo Spazio dell'anima. Il tema del mese è "Fisso".




Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. La durata massima di ogni intervento è di 5 minuti. Se il numero dei partecipanti è cospicuo, i minuti scendono a 3-4, lo si concorda insieme. Non è possibile intervenire all'incontro solo come spettatore. Clessidra filosofica è la versione che realizziamo a Roma in "contatto" con il corrispondente incontro di Bari. Lo "specifico romano", una piccola pratica filosofico-poetica da fare insieme nella seconda parte: così vi proponiamo di sperimentare Clessidra all'interno della nostra Scuola popolare di filosofia. Un nuovo modo di condividere le nostre passioni e di produrre insieme nuovi pensieri. Per partecipare prenota via mail
(info@spazidellanima.it ) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento
.

lunedì 24 settembre 2012

Le pochissime cose in cui dura l'eterno



Roma, 29 ottobre 1903

A Roma arrivammo circa sei settimane fa, in una stagione ch'era ancora la vuota, brucia­ta, febbricosa Roma, e questa circostanza con altre difficoltà pratiche di assetto protrasse senza fine l'inquietudine intorno a noi e il paese straniero gravava su noi col peso del­l'esilio. Si deve anche aggiungere che Roma (se ancora non la si conosce) nei primi gior­ni opprime di tristezza: per l'aria morta e torbida di museo, che respira, per la moltitudine delle sue età trascorse ripescate e te­nute in piedi faticosamente (di cui si nutre un piccolo presente), per l'indicibile vanteria, sostenuta da dotti e filologi e imitata dagli abituali visitatori d'Italia, di tutte quelle sfi­gurate e guaste cose, che in fondo non sono più che resti casuali d'un altro tempo e di un'altra vita, che non è la nostra e non de­v'essere la nostra. Finalmente, dopo settimane di quotidiana difesa, si ritrova — benché an­cora un po' confusi — la via a se stessi e ci si dice: no, qui non c'è più bellezza che in qualche altro luogo e tutti questi oggetti sem­pre ammirati dalle generazioni in catena, cor­retti e restaurati da mani di manovali, non significano nulla, non sono nulla e non han­no né cuore né valore; ma molta bellezza c'è qui, perché dovunque è molta bellezza.
Acque infinitamente piene di vita entrano per gli antichi acquedotti nella grande città e danzano nelle molte piazze su bianche tazze di pietra e si spandono in ampi bacini e scro­sciano il giorno e alzano il loro scroscio la notte, che qui è grande e stellata e tenera di venti. E giardini ci sono, indimenticabili via­li e scalinate, scalinate inventate da Miche­langelo, scalinate costruite a immagine delle acque cadenti, che ampie generano nella ca­duta gradino da gradino come onda da on­da.
Tali impressioni giovano a raccogliersi, a recuperarsi dalle molte cose piene di presun­zione, che ivi parlano e ciarlano (e quanto sono loquaci!) e si impara lentamente a cono­scere le pochissime cose, in cui dura l'eterno, che si può amare, e la solitudine, a cui som­messamente si può partecipare.
Ancora abito in città, sul Campidoglio, non lontano dalla più bella figura equestre che ci sia stata conservata dall'arte romana, la statua di Marco Aurelio; ma tra alcune settimane passerò in un luogo semplice e tranquillo, una vecchia terrazza perduta nel profondo di un grande parco, celata alla citta, al suo frastuo­no e al caso. Abiterò là tutto l'inverno e go­drò della grande quiete, da cui attendo il dono di buone e ricche ore...

Rainer Maria Rilke, Lettere a un Giovane Poeta, Adelphi, 1980



venerdì 14 settembre 2012

Clessidra filosofica di settembre.

lunedì 17 settembre dalle 20,30 Il tema del mese è "Carne"

Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. La durata massima di ogni intervento è di 5 minuti. Se il numero dei partecipanti è cospicuo, i minuti scendono a 3-4, lo si concorda insieme. Non è possibile intervenire all'incontro solo come spettatore. Clessidra filosofica è la versione che realizziamo a Roma in "contatto" con il corrispondente incontro di Bari. Lo "specifico romano", una piccola pratica filosofico-poetica da fare insieme nella seconda parte: così vi proponiamo di sperimentare Clessidra all'interno della nostra Scuola popolare di filosofia. Un nuovo modo di condividere le nostre passioni e di produrre insieme nuovi pensieri.

Per partecipare prenota via mail (info@spazidellanima.it ) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento.

domenica 26 agosto 2012

L'incontro di agosto di Clessidra filosofica.

 



 

Il tema del mese è "Nero, noir".

Mercoledì 29 agosto h. 20.30 allo Spazio dell'Anima


Clessidra viene realizzata con successo a Bari da più di due anni. Ci è piaciuta e l'abbiamo sperimentata a Roma in una chiave "filosofica".

 
Scarica la locandina

Per partecipare prenota via mail
(info@spazidellanima.it ) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento
.



 











mercoledì 11 luglio 2012

Il Lavoro...l’ombra di una riflessione (Peguy)



Un tempo gli operai non erano servi. Lavoravano. Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore.

La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario. Non doveva essere ben fatta per il padrone, né per gli intenditori, né per i clienti del padrone. Doveva essere ben fatta di per sé, in sé, nella sua stessa natura.

Una tradizione venuta, risalita da profondo della razza, una storia, un assoluto, un onore esigevano che quella gamba di sedia fosse ben fatta. E ogni parte della sedia fosse ben fatta. E ogni parte della sedia che non si vedeva era lavorata con la medesima perfezione delle parti che si vedevano. Secondo lo stesso principio delle cattedrali.

E sono solo io— io ormai così imbastardito — a farla adesso tanto lunga. Per loro, in loro non c’era neppure l’ombra di una riflessione. Il lavoro stava là. Si lavorava bene. Non si trattava di essere visti o di non essere visti.
Era il lavoro in sé che doveva essere ben fatto.

Charles Peguy, L’argent, 1914

sabato 23 giugno 2012

Il primo incontro di Clessidra filosofica 27 giugno h.20.30


Il primo incontro di Clessidra filosofica. Il tema del mese è "Unisce".

Clessidra è' un'idea di Silvana Kuhtz e Mariarosa Pappalettera (www.poesiainazione.it) che si realizza con successo a Bari ormai da due anni. Sulla base del tema del mese, ogni partecipante sceglie il “testo” di un grande autore da proporre a tutti gli altri: potrà essere costituito da parole, immagini, suoni, scene di film, brani musicali, canzoni, movimento di corpi ed esperienza dei sensi e anche processo del fare; può prevedere il coinvolgimento degli altri partecipanti all’incontro. La durata massima di ogni intervento è di 5 minuti. Se il numero dei partecipanti è cospicuo, i minuti scendono a 3-4, lo si concorda insieme. Non è possibile intervenire all'incontro solo come spettatore. Clessidra filosofica è la versione che realizziamo a Roma in contemporanea con il prossimo incontro di Bari. Lo "specifico romano", una piccola pratica filosofico-poetica da fare insieme nella seconda parte: così vi proponiamo di sperimentare Clessidra all'interno della nostra Scuola popolare di filosofia. Un nuovo modo di condividere le nostre passioni e di produrre insieme nuovi pensieri.

Per partecipare prenota via mail (info@spazidellanima.it) la tua partecipazione all’evento e anticipa in poche righe la natura del tuo intervento.


Alcune note IMPORTANTI

- Porta tutto il materiale e gli strumenti di cui hai bisogno per la presentazione del tuo “testo”



-  Quando ti viene dato il tempo rispetta la CLESSIDRA e termina l’intervento al massimo con l’ultimo granello di sabbia (ma se vuoi può durare anche molto meno)

-  L’indicazione tematica del mese è solo uno spunto per scegliere cosa portare. Puoi lavorare sull’indicazione data o sul suo contrario, puoi operare per moltiplicazione o sottrazione, per sentimento, per vicinanza, per lontananza, … Insomma il tema è solo uno spunto, fanne ciò che vuoi, o non farne niente. NON rinunciare a ESSERCI solo perchè non hai niente a tema! porta comunque qualcosa che ti appassiona e vuoi condividere. Chiaro?

Il tema è davvero SOLO uno spunto. Ti aspettiamo allo Spazio dell'anima mercoledì 27 giugno dalle 20,30 per iniziare puntualmente alle 21,00. Scarica la locandina dell'incontro

venerdì 13 aprile 2012

La brevità della vita

“Mi meraviglio ogni volta che vedo alcuni chiedere ad altri il loro tempo e quelli dispostissimi a concederlo… Lo si chiede [il tempo] come cosa da nulla e, come se fosse niente, questo viene accordato. Si gioca con la cosa più preziosa di tutte senza saperlo, perché è incorporea e non si percepisce con gli occhi, perciò non le si dà alcun valore.

Gli uomini stimano doni grandissimi pensioni e premi in denaro; per questo scopo faticano e si impegnano nel lavoro con diligenza, ma nessuno tiene in conto il tempo che usano con liberalità, quasi fosse gratuito. Ma guarda gli stessi quando sono ammalati o si trovano prossimi alla morte … li vedrai pronti a sborsare tutti i loro averi pur di vivere”.

Lucio Anneo Seneca, De Brevitate Vitae

venerdì 23 marzo 2012

L'attimo fuggente

«Se una fotografia deve comunicare il soggetto in tutta la sua intensità, le relazioni formali devono essere rigorosamente stabilite. La fotografia implica il riconoscimento di un ritmo  nel mondo delle cose reali.
Ciò che fa l'occhio è cercare e concentrare l'attenzione su un particolare soggetto nel grande insieme della realtà; ciò che fa la macchina fotografica è semplicemente registrare sulla pellicola la decisione presa dall'occhio.
Noi guardiamo e  percepiamo una fotografia, così come un dipinto, nella sua totalità e in una sola occhiata.  In  una fotografia, la composizione è il risultato della simultanea coalizione e dell'organica organizzazione degli elementi visti dall'occhio. Non si deve aggiungere la composizione  come se fosse una riflessione successiva sovrapposta al soggetto di partenza, poiché è  impossibile separare il contenuto dalla forma. La composizione deve avere una sua  necessità.
 Esiste in fotografia un nuovo tipo di plasticità, prodotta dalle linee istantanee create dai  movimenti del soggetto. Noi lavoriamo all'unisono con il movimento, come se fosse un  presentimento del modo in cui si svolge la vita stessa. Ma dentro il movimento c'è un  momento nel quale gli elementi che si muovono sono in equilibrio. La fotografia  deve coglier questo momento e fermarne l'equilibrio.
 L'occhio del fotografo compie un continuo lavoro di valutazione. Il fotografo può far  coincidere le linee semplicemente spostando la testa di una frazione di millimetro. Può  modificare la prospettiva con un leggero piegamento delle ginocchia. Ponendo la macchina  più vicino o più lontano dal soggetto può disegnare un dettaglio - e questo può essere  subordinato oppure tiranneggiare l'immagine. Compone una fotografia quasi esattamente  nello stesso tempo che è necessario a schiacciare il pulsante, alla velocità di un riflesso condizionato.
A volte accade di temporeggiare, indugiare, aspettare che qualcosa accada. A volte si ha l'impressione che tutti gli elementi dell'immagine siano presenti - tutti tranne uno che sembra mancare. Ma quale? Magari una figura entra improvvisamente nell'inquadratura.
Segui il suo procedere nel mirino. Aspetti, aspetti ancora, e alla fine schiacci il pulsante - e te ne vai con la sensazione (anche se non sai perché) di avere davvero colto qualcosa.  Dopo, come verifica, puoi prendere la stampa di quella immagine e rintracciare su di essa le figure geometriche che si evidenziano all'analisi ; osserverai che, se lo scatto è avvenuto nel momento decisivo, avrai istintivamente fissato una struttura geometrica in assenza della quale la fotografia sarebbe stata senza forma e senza vita (...) »             
Henri Cartier-Bresson, Images a la sauvette

lunedì 5 marzo 2012

C'era una volta...un'idea

Vagava in una testa, dopo esser spuntata da una scarica elettrica tra due neuroni.

Nel suo vagabondare non sapeva di correre un grave rischio: altre scariche sarebbero arrivate e lei sarebbe scomparsa nel nulla, per sempre, senza nessuno che l’aiutasse a uscir fuori da quello strano luogo e a trovare un posto sicuro dove stare.

A un tratto da una penna scaturì un filo d’inchiostro grazie al quale la nostra piccola idea poté planare su una grande distesa di carta.

Finalmente, un attimo di pace…

Se ne stava lì tranquilla e diceva a sé stessa “che fortuna che ho avu…” e senza che ebbe finito di dirlo ecco che iniziarono a pioverle intorno altre idee e tutte si lasciavano scivolare sulla carta lungo fili e fili d’inchiostro, un acquazzone di idee!

La nostra piccola idea non si perse d’animo e andò incontro alle sue simili per capire chi fossero e che intenzioni avessero.

Quale fu lo stupore nello scoprire che poteva andare d’accordo con alcune e con altre no!

E tutte, come lei, cercavano in quello spazio bianco la giusta compagnia di altre idee con le quali potersi legare!

Così in breve tempo, muovendosi lungo la carta le idee formarono delle famiglie e ogni volta che una nuova idea si aggiungeva al gruppo esse iniziavano tutte insieme una danza per far posto alla nuova arrivata, a volte anche cambiando tutte di posto per trovare un modo più comodo di stare insieme!

Ma ahimè, alcune idee, pur affannandosi per tutto il foglio alla ricerca della propria famiglia, alla fine restarono da sole e una grande tristezza riempiva il loro cuore: emarginate da tutte le altre si fermavano in attesa della striscia nera d’inchiostro che scendeva a eliminarle per sempre.

Eppure ogni idea cancellata sa che il suo sacrificio non è vano ma consente alle altre di proseguire più speditamente…

Le idee superstiti, compresa la nostra piccola amica, furono trasferite su una piccola scala e ognuna si trovò il gradino migliore su cui stare.

Sembrava il cast di un grande show in preparazione!

Tutte si cambiarono d’abito, ognuna si agghindò per apparire al meglio abbigliandosi con le parole più adatte alla sfilata finale, dove le idee, vestite di tutto punto, poterono essere ammirate dai lettori…

giovedì 12 gennaio 2012

Elogio dei piedi di Erri del Luca

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

lunedì 31 ottobre 2011

Alberto De Toni ospite a Roma: evento aperto a tutti.


"Quando i mezzi sono complessi, avendo tante sfaccettature e ricadute (anche sui fini), l'esperienza del loro uso deve essere letta in altrettante dimensioni: non solo in quella strumentale del calcolo di efficienza, ma anche in quella visionaria dell'immaginazione del possibile, in quella psicologica della passione o del divertimento che si prova maneggiando un mezzo a cui ci si affeziona, in quella relazionale dell'incontro con I'Altro, in quelle estetica del perfezionamento di abilità e di mestieri che diventano parte dell'identità di chi li pratica. E poi, last but not least, in quella della scoperta del mondo, che è anche scoperta di sé. Un misto di ragione caso e serendipity che fanno scoprire cose utili ma anche inaspettate, sorprendenti. Eppure ricche di significato, capaci di cambiare la coscienza profonda di chi vive l'avventura di scoprirle. La meta magari non si raggiunge mai, o si rimanda continuamente - come fa Ulisse nel suo viaggio, ma è importante, fondamentale, averla presente, sentirla dentro. La razionalità delle scelte fatte nella vita è complessa, multiforme, fini e mezzi non appartengono a universi separati ma nascono dalla stessa passione per I'esperienza del mondo" (Enzo Rullani, Prefazione al volume Visione Evolutiva).

"Se navighi in un vasto mare sempre incerto e instabile, se ogni scoglio a cui pensi di afferrarti per restare saldo viene meno e ti abbandona; se per te nulla si ferma, Lettore non c'è verità, c'è solo la verità del dubbio. Lettore abbraccia la verità del dubbio. Siedi attorno a questo fuoco: oggi ti narrerò l'auto-organizzazione" (dal Prologo al volume Auto-organizzazioni).


Alberto Felice De Toni, Preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Udine dove è professore di Gestione di Sistemi Complessi. Sintesi insolita e mirabile di Ingegneria e Filosofia, ci onora della sua amicizia e sarà ospite di Spazi dell'anima e di Managerzen il prossimo 11 novembre alle 18,00 in Via Carlo Denina 72 (Metro A Furio Camillo). L’evento è gratuito e aperto a tutti, è gradita mail di presenza a info@spazidellanima.it.

lunedì 24 ottobre 2011

Corso di pittura delle stagioni


Sabato 5 novembre alle ore 11
presso la nostra sede a Roma
si svolgerà

Il Corso di Pittura delle Stagioni

A cura di Francesca Perrotta


Il laboratorio si svolgerà in due incontri mensili da novembre a giugno, tre per ognuna delle stagioni. Attraverso le visite fatte insieme nei boschi, riscopriremo e daremo nuovo valore ai cambiamenti ciclici, che obbediscono ad alcune leggi universali e possono divenire arricchimento dell’esperienza interiore di ogni individuo. Sperimenteremo le tecniche di disegno, carboncino e pittura ad acquerello. Baseremo l’esperienza di c...onoscenza degli aspetti naturali, utilizzando l’osservazione Goetheiana, un metodo che permette di penetrare nell’essenza delle trasformazioni stagionali. Esplorando il cambiamento della luce e dei colori, osservando la metamorfosi che avviene nella pianta, sperimentando le variazioni climatiche, che esprimono differenti atmosfere, andiamo a riscoprire il mutamento; elemento vitale che riscontriamo in natura e in noi. Saremo accompagnati in questo percorso da alcune domande, queste sono da interpretare come spunto, ci servono come elemento di partenza per la nostra ricerca, un modo per andare incontro alle diverse espressioni stagionali.
La pratica artistica che nascerà, nell’attività di laboratorio, sosterrà le osservazioni fatte nelle visite al bosco, sviluppando un percorso di conoscenza attraverso il quale ogni persona diviene protagonista partecipe delle acquisizioni proprie e del gruppo.

Per maggiori informazioni clicca qui.

martedì 20 settembre 2011

Dimenticare...ricordare

Se non mi dimenticate come io vi dimentico è perché non mi avete mai subìta come io vi subìvo.

Se non mi dimenticate del tutto, assolutamente, è perché non c’è nulla di assoluto in voi, neppure l’indifferenza.

Io ho finito col non riconoscervi, voi non avete mai cominciato a conoscermi.

Se io ho finito col dimenticarvi, voi non mi avete avuto abbastanza, dentro di voi, per dimenticarmi.

Che cosa significa dimenticare un essere umano? Significa dimenticare la sofferenza che ti ha causata. Perché io, che ieri non conoscevo altro che voi, oggi possa non riconoscervi, bisognava che ieri conoscessi soltanto voi. Il mio dimenticarvi è un titolo di nobiltà in più. Un attestato del vostro valore d’un tempo.

Marina Cvetaeva, Le notti fiorentine, Roma, Voland 2011